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Degenti di lungo corso.

C’è qualcosa di peggio della fame nel mondo? C’è qualcosa di peggio della guerra?

C’è qualcosa di peggio dell’assassinio premeditato del Pianeta Terra? Del terrorismo? Dell’ignoranza? Della crudeltà verso esseri indifesi?

Se mi facessero una domanda del genere non esiterei a rispondere così: “sì, c’è di peggio. Le Industrie Farmaceutiche”.

Da quando ho realizzato come stanno veramente le cose, non credo di aver mai provato tanto astio e tanto ribrezzo nei confronti di qualcosa come verso chi produce e vende farmaci.

soldi-medicine

Alcuni anni fa, un tizio che aveva lavorato per una piccola industria farmaceutica, mi rivelò in un momento di euforia, che la cura per L’A.I.D.S. era stata scoperta poco tempo dopo l’inizio della diffusione della malattia. Veniva, tuttavia, tenuta stoccata in magazzini appositi, all’insaputa di tutti. In silente attesa. Erano i primi anni novanta: l’A.I.D.S. era ancora considerata la malattia del secolo, falcidiava migliaia e migliaia di individui ogni anno senza che si riuscisse a trovare un rimedio. Ingenuamente chiesi il motivo di tale mancata rivelazione. Per la mia giovane mente ancora incontaminata ciò era praticamente inconcepibile. Sostenevo dentro di me che quando la cura per una malattia veniva alla luce, era naturale rendere pubblica la scoperta e favorire la guarigione. Ridendo compiaciuto, egli mi rispose soltanto tre parole, tre semplici parole che rimasero impresse nella mia mente: “Questione di soldi”, mi disse. E poi mi spiegò in cosa consistesse il farmaco miracoloso che ancora non era stato messo in vendita. Non diedi peso, lì per lì, a quelle che mi sembravano le fantasie farneticanti di un ex-impiegato magari ancora troppo risentito per aver perso il posto di lavoro. Fu per me uno shock enorme, quindi, quando venni a sapere, anni dopo, che avevano effettivamente trovato la cura per l’A.I.D.S, e che tale cura consisteva proprio nel farmaco che mi aveva descritto quel tale. Per giorni mi ronzarono le sue parole in testa. Questione di soldi. Questione di soldi. Questione di soldi. In pratica, mi era stato rivelato tempo addietro che, pur di incrementare il loro già fantamilionario fatturato aziendale, le Multinazionali della Farmaceutica tenevano nascosto il farmaco che avrebbe potuto salvare milioni di persone nel corso di più di un ventennio, continuando invece a vendere un costoso cocktail di farmaci teso solo a tenere in vita il più possibile i malati, in modo che continuassero a spendere soldi fino alla loro già decretata morte. Questo ragionamento andava ben oltre i concetti della mia morale e della mia etica personale. Era una strategia di gran lunga più sordida, immorale, spregevole, di quanto io avessi mai potuto immaginare nei miei incubi peggiori.

Col passare degli anni, mi sono reso conto che quello dell’A.I.D.S. (virus che in seguito ho scoperto essere stato creato, come tanti altri, in laboratorio!) era solo un bieco esempio del modus operandi delle Aziende Farmaceutiche. Sempre abbastanza simile a se stesso. In effetti, se ci pensate bene, a loro non conviene commercializzare subito il rimedio per una data malattia. Meglio tergiversare, distribuire farmaci palliativi, placebo, fare soldi con quelli e, quando si è esaurito un filone, uscirsene con la cura definitiva (a pagamento, naturalmente), prendendosi il merito di averla scoperta. E intanto, migliaia, talvolta milioni di ignari individui, vengono sacrificati letteralmente in nome del profitto. Siamo, ahimè, lontanti anni luce da ciò che sosteneva Albert Bruce Sabin, colui che scoprì il vaccino contro la poliomelite, poco più di sessant’anni fa:sabin

« Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo ».

Le “Multinazionali dei Medicamenti”, al contrario, sul vaccino di Sabin guadagnarono milioni e milioni e, se qualcosa è cambiato negli ultimi tempi, è stato solo in peggio. Ora, suddette Multinazionali (i nomi sono noti a tutti, non c’è bisogno che io li elenchi!) hanno brevettato la strategia del “lungodegente, che funziona bene ed è una miniera d’oro inestimabile. Se il malato muore troppo in fretta non genera guadagno, se guarisce troppo in fretta non genera guadagno, se resta sano non genera guadagno; meglio rimanga malato a lungo e che tema sempre di morire. Sì, perché chiunque, temendo per la propria vita, farebbe qualsiasi cosa per cercare una soluzione. Anche spendere tutto ciò che ha, o dare fondo a risorse che non ha indebitandosi inesorabilmente.

Sulla disperazione, sulla speranza, sulle tragedie della gente, questi sciacalli senza morale producono la loro smisurata ricchezza. E grazie a ricatti di questo genere, le Industrie Farmaceutiche possono far pendere a loro favore gli equilibri dell’economia mondiale. Stiamo parlando di cifre con così tanti zeri che sono impossibili anche soltanto da pronunciare!

Per non parlare delle sostanze che essi appositamente inseriscono nei farmaci per creare, controllare, diffondere, nuove malattie! O, ancora, della consuetudine di usare la gente come ignare cavie per farmaci in via di sperimentazione. I vaccini anti-influenzali, per esempio, sono da tempo sospettati di essere veicolo di questi atroci “esperimenti”. Altra orrida, squallida, storia!

Lo trovo rivoltante, nauseante, inaccettabile. Oltre ogni giudizio e condanna. Sfruttare le malattie e la paura della morte di esseri umani inconsapevoli è la peggiore delle aberrazioni. E non si possono addurre né scuse né giustificazioni.

Quindi sì, per me c’è di peggio della guerra, della fame e dell’ignoranza. Ci sono le Industrie Farmaceutiche.

Più del solito… AD MALORA!

 
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Pubblicato da su 12 novembre 2013 in Pensieri.

 

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