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Professione attore

Poco importa il talento. Poco importa l’arte Maschereo il mestiere. Quando si parla di attori ne esistono di diverse specie, tutte facilmente distinguibili, come per le differenti razze di cani (l’accostamento non è del tutto casuale).

Nella mia ormai quasi ventennale esperienza di modesto attore di teatro, me ne sono passati accanto numerosi, di varia origine e formazione; tuttavia, stringi stringi, le categorie nelle quali gli attori e le attrici di teatro si posso racchiudere non sono poi così tante.

Vediamole assieme…

Amleto. Gli attori e le attrici di questa categoria sono quasi sempre di età relativamente giovane, al massimo sui trent’anni, come il dubbioso principe di Elsinore. Per loro la formazione è tutto: hanno partecipato a stage tenuti da chiunque, anche quello di un attore cileno ai più sconosciuto, niente meno che sulle Ande; conoscono a memoria i testi di Stanislavskij, di Strasberg, di Artaud, le meccanica dell’attore, la regia civile e la recitazione in vinile. Ogni volta che salgono sulla scena devono patire le pene dell’inferno per poter dire tre battute, tutto deve nascere dal dilaniamento interiore e dalla partecipazione assoluta. Per intenderci, sono quelli che quando chiedi loro: “Cosa stai facendo?”, ti rispondono entusiasti che stanno per iniziare un progetto importante, innovativo, pieno di idee geniali, qualcosa di veramente artistico, lontano dal teatro commerciale di bassa lega. In realtà, non hanno niente in programma, perché già impegnati in corsi di aggiornamento in giro per il mondo. Eh certo! Stanno sempre lì a formarsi, modellarsi, reinventarsi: non hanno anche il tempo di lavorare! Vestono esclusivamente di nero, hanno un aspetto sempre sofferto e… Dio mio quanto sono tormentati!

Calibano. Per gli attori è le attrici Calibano ogni cosa che si muove sulle assi di un palcoscenico è politica, è lotta, è impegno civile. Anche una corda, un proiettore, sono lì per portare un messaggio che sa di liberazione e di affrancamento. Il teatro deve servire, infatti, a far spezzare all’uomo le proprie catene, a far prendere consapevolezza di sé, e ogni rappresentazione diventa una scusa per ribadire il concetto che la società in cui viviamo è corrotta, marcia e tendenzialmente fascista. Per fare ciò, li vedi spesso agitarsi nudi, o discinti, in qualche dramma sperimentale sinistroide dal titolo furbescamente anglofono, prelevati direttamente o meno da qualche centro sociale. Ma guai a dir loro che forse quello che fanno non è propriamente “lotta di classe”, ma esibizionismo puro. Ti farebbero subito sentire come un gerarca berlusconiano pseudo-democristiano! In genere, si vestono come se si fossero buttati alla cieca dentro ad un armadio di un negozio di abiti usati, hanno un aspetto molto partecipato e criptico, e… Dio mio quanto sono impegnati!

Argante. Come il famoso personaggio della commedia di Molière, questi individui, sono sempre alle prese con qualche strana forma di patologia. Ipocondriaci fino al limite della denuncia, la loro vita teatrale è costellata da infortuni più o meno gravi, abbassamenti di voce, influenze e doloretti vari. Si portano sempre appresso la borsa dei medicinali, così voluminosa che a stento riesce a stare nel camerino; sanno tutto sulle proprietà dell’erisimo e del propoli, e indossano la sciarpa anche al mare in pieno agosto. Per un piccolo innalzamento della temperatura finiscono in ospedale e scambiano sovente il nervosismo di una prima con un attacco di cuore. Questo li rende assolutamente inaffidabili e ansiogeni. A lungo andare, finiscono col contagiare chi sta loro intorno con la loro ipocondria: non è raro imbattersi in una compagnia decimata da malattie rare fino ad allora sconosciute! Vestono a strati, anche se nessuno sa cosa ci sia in quello più a contatto con la pelle, sono quasi semrpe smagriti e pallidi, e… Dio mio quanto sono patiti!

Iago. Eh sì, ci sono anche coloro che tramano, che ordiscono. Attori e attrici di norma invidiosi come una serpe e altrettanto simpatici. Davanti sono capaci di infiorettarti di complimenti fino a farti alzare paurosamente il livello di glicemia, ma è alle spalle che queste persone danno il meglio di loro: gelosie, cattiverie, rancori sotterranei come se non ci fosse un futuro. Sono in grado di minare l’armonia di una compagnia teatrale con poche mosse ben architettate, e di solito tendono a desiderare una parte più grande di quella che effettivamente meritano. La loro mossa più pericolosa è quando prendono da parte qualcuno per parlare a quattr’occhi: quello è il momento più intenso della loro carriera. In quel frangente, davvero, non hanno rivali. Estremamente pericolosi e ben mimetizzati, gli attori e le attrici Iago in genere ammoniscono con lo sguardo fin dalle prime letture. Non è importante come si vestono ma il loro atteggiamento è sempre all’apparenza disponibile e aperto, e… Dio mio quanto sono affabili!

Arpagone. Ebbene sì, ne ho conosciuti molti anche di questi! Taccagni e pidocchiosi fino al midollo osseo, intrattengono discorsi che vertono solo ed esclusivamente sui soldi e sugli ingaggi; immancabilmente li vedi questuare come accattoni quando si avvicina il giorno della paga. In effetti, il posto dove più di sovente li trovi è dall’amministratore di compagnia, individuato entro la prima mezz’ora di scrittura. Sono lì costantemente a lamentarsi che non hanno soldi, che non riescono ad arrivare alla fine della settimana. In tournée, poi, diventano assolutamente molesti: si appoggiano a qualunque amico in qualunque città, sono capaci di trovare nuove conoscenze in loco pur di non spendere un giorno in albergo, e cercano sempre, di continuo, di farsi offrire qualcosa, anche fosse solo l’oliva del martini! Sono quelli, per intenderci, che al bar prendono un caffè in tazza grande macchiato caldo per non spendere i soldi per un cappuccino (episodio tristemente vero). Vestono con abiti vecchi, lisi e trasandati, hanno un’aria dimessa e lugubre, e… Dio mio quanto sono bisognosi!

Brighella. Gli attori e le attrici Brighella sono inarrestabili. Sempre indaffarati e in movimento, incastrano nella loro giornata lavorativa un turno di doppiaggio, una replica di mattina e un’altra di sera, una posa in una fiction e, se riescono, anche un servizio fotografico notturno! E non lo fanno per soldi, ma proprio perché se restano fermi per qualche tempo li assale un malessere di vivere feroce e sordo. In compagnia sono sempre attivi con mille domande, anche su argomenti tipo lo spessore del copione o l’assurdità della metempsicosi. Intervengono ogni trenta secondi e si propongono di fare qualsiasi cosa, anche l’attrezzista o il porta-caffè, e in genere ti svegliano alle tre di mattina per farti sentire l’intonazione di “quella frase” che proprio non funziona. Dapprima lodati per il loro encomiabile impegno, a lungo andare sono malvisti e osteggiati a causa del loro stacanovismo e della fastidiosa abitudine che hanno di voler ripetere le loro battute coi colleghi ad ogni ora del giorno. Non è importante come siano vestiti, l’impressione che danno è quella che siano sempre sotto botta di cocaina, e… Dio mio quanto sono propositivi!

Pulcinella. Come categoria in netto contrasto coi Brighella, gli attori e le attrici Pulcinella solitamente meno fanno meglio stanno! Pigri e spossati come un grosso ruminante, se non vengono adeguatamente stimolati, in genere essi (o esse) tendono a mettere in scena quel poco che sanno fare, senza slanci di eccessivo impegno. Il fatto che prendano la paga minima (a volte anche meno, purtroppo!), evidentemente li autorizza a dare il minimo sindacale anche sul lavoro. Giungono sempre in costante ritardo (ma questa è una caratteristica trasversale che accomuna tante altre categorie!), sia sull’orario di convocazione che per quanto riguarda memoria e interpretazione, e recitano sempre come se ti stessero facendo un piacere; indossano con regolarità quell’aria indolente che fa sembrare ogni cosa insormontabile e difficoltosa, in pratica uno strazio infinito. Finiscono immancabilmente per diventare un peso in compagnia, qualcuno da trainare con fatica e di cui sbarazzarsi velocemente. Anche per loro non è importante come si vestano, hanno sempre una postura posata e dinoccolante, perché… Mio dio quanto sono stanchi!

Giulietta. Pura bellezza. Puro edonismo. Ecco come riassumere gli attori e soprattutto le attrici che appartengono a questa categoria. Sono belle, sono affascinanti, credono di esserlo, forse glielo hanno detto, non saprei. Quel che si nota da subito è un atteggiamento incentrato sul tentativo di affascinare con le loro grazie e la loro bellezza, indipendentemente che si tratti del pubblico o dei colleghi, o del regista, o di un passante. Chiunque deve per forza rimanere folgorato dalla loro bellezza. Non c’è altra forma di arte, non c’è formazione o studio che possa competere con il loro fascino assolutamente letale. Il loro motto è: “Guardatemi, dai, guardatemi!”, anche se magari poi aprono bocca per confermare che la tintura per capelli è andata un po’ troppo in profondità e ha bruciato tutto il resto. Sono in grado di creare tanto scompiglio da far scoppiare una compagnia in pochi giorni, ma guai a non dar loro retta o trattarli con sufficienza: sarebbero capaci di metterti contro mezzo teatro italiano! Vestono sempre in modo ricercato e fine, curati e perfetti sotto ogni aspetto, e… Dio mio quanto sono pulcherrimi!

Tartufo. Questi attori/attrici risultano alla fine tragicamente comici: non sono cattivi di indole, ma purtroppo per loro nessuno è mai stato sincero riguardo alle loro effettive capacità attoriali. Quindi, gonfiati accuratamente da parenti, amici, amanti e chi per loro, credono fermamente di essere i nuovi depositari della tradizione teatrale o di chissà quale arte interpretativa. Quante persone ho sentito vantarsi di essere tenori, anche se poi erano stonati da far ululare i cani, oppure grandi ballerine, laddove in realtà si muovevano con la grazia di un autotreno in retromarcia. Eppure, a sentire le loro incredibili storie, loro hanno studiato con gente che farebbe impallidire Strelher, hanno lavorato con registi che farebbero sembrare Brook un principiante. Si prendono sul serio in maniera eccessiva e non esiste nessuno che sia più profondo di loro, che abbia una voce migliore, che possa dare vita ad un personaggio come loro. Detestabili, a lungo andare, finiscono per diventare macchiette di loro stessi e vengono puntualmente presi in giro dal resto della compagnia. Vestono sempre in maniera seriosa, accigliati e severi quanto basta, e… Dio mio quanto sono bravi!

Mirandolina. Misero è l’uomo che non riesce a sopravvivere a se stesso! Gli attori, le attrici che rientrano in questa categoria non sono più tanto giovani, anzi diciamo che sono stagionati; tuttavia, non vogliono sentire ragioni: s’impuntano nel recitare personaggi minimo vent’anni più giovani di loro. Si assiste a vere e proprie “farse” in cui la parte della giovane innamorata viene recitata da una rubizza signora cinquantenne, magari rifatta neanche tanto leggermente, o in cui il baldo amante della giovane si rivela essere un signorotto attempatello di quasi sessant’anni, col toupet in castoro ramato. In genere, questa è la meschina sorte di cui restano vittime i primi attori, o gli attori che rientravano fino a qualche anno prima nella categoria “Giulietta”. Eppure provate voi a chiedere ad un’attrice di sessant’anni di recitare la parte di una sessantenne! Quella che fino a qualche istante prima era una signorile attrice educata e posata, si trasformerà in un portuale bulgaro rissoso e vendicativo. Di solito vestono con abiti che sottolineano le loro forme ancora piacenti e cercano di mettersi in mostra in ogni modo, proprio perché… Dio mio quanto sono ancora giovanili!

Arlecchino. Sono gli attori o le attrici che solitamente la buttano in caciara! Ogni cosa per loro diventa motivo per riderci su. Il teatro è divertimento, un enorme circo pieno di clown e saltimbanchi. Hanno capito fin da subito che avrebbero potuto esercitare fascino risultando simpatici e da quel momento non hanno più smesso di ammiccare, raccontare storielle facete e chiedere qual è il miglior ristorante della zona che faccia dopoteatro! Il più delle volte sono attori comici, ma non è detto. Spesso capita di vedere attori impegnati in una parte intensa, uscire di scena e dire qualcosa di assolutamente fuori contesto e stupido, solo per generare ilarità. Sono, com’è ovvio, i nemici più detestati degli attori/attrici della categoria Amleto. Inoltre, essendo virali come un batterio aerobico, la compagnia finisce in breve con l’essere contagiata da quest’atmosfera di lassismo e di “famosedurisate”; ben presto si verificano disattenzioni in scena, cali di concentrazione spaventosi e le regole di compagnia, dapprima ferree, diventano flessibili e totalmente ignorabili. In genere, vestono in maniera eccentrica, sempre con un sorrisetto beffardo stampato in volto, e… Dio mio quanto sono simpatici!

Alceste. Quest’ultima è una categoria di ritorno. Sono del tutto convinto che molti attori e attrici che fanno parte di questo gruppo, ci siano finiti col passare del tempo. Prima, molto prima, appartenevano ad altre categorie. Infatti, solitamente qui dentro si possono trovare solo persone di una certa età. Come il famoso Misantropo di Molière, essi ce l’hanno con tutto e con tutti. Hanno una carattere abbastanza intrattabile e una parola di critica all’angolo della loro bocca non può mancare mai. Disincantati e disillusi per antonomasia, s’approcciano ad un nuovo testo con quell’entusiasmo tipico di quando ti rubano l’auto sotto casa. Nulla li eccita, nulla li coinvolge, nulla li fa sussultare. Del resto, la fama e la notorietà non sono arrivate nonostante i tanti sacrifici e il discreto talento, quindi perché continuare a coltivare ancora sogni di gloria? Indossano una corazza sul lavoro abbastanza spessa e difficilmente penetrabile e in genere conoscono tutto il mondo del teatro perché hanno in pratica lavorato con chiunque: quindi ne trovi uno in ogni compagnia. Sempre con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di fare che è tipica di un minatore cinese dopo diciassette ore di lavoro sotto terra. Vestono come se non glie ne fregasse più nulla della moda, sempre di cattivo umore, annoiati e… Dio mio quanto sono incazzati!

Ce ne sarebbero forse da elencare altre, ma non mi va di tediare troppo il lettore. Come per il precedente articolo che riguardava le tipologie dei fruitori di facebook (https://ilventocambia.wordpress.com/2011/10/25/tipi-da-feisbuc/), anche queste categorie non sono rigide, ma abbastanza flessibili. Sovente capita di trovare attori e attrici che hanno caratteristiche di due o più gruppi contemporaneamente, o che a distanza di tempo passano da una categoria ad un’altra.

attori

Chiudo con due citazioni che mi sembrano interessanti per dare, invece, un quadro generale che accomuni tutti gli attori di teatro e non, al di là di una buona dose di esibizionismo/egocentrismo che ogni buon attore deve possedere e del nemmeno tanto malcelato desiderio della più ampia notorietà. Ecco la prima:

“Gli attori? Beh, in genere fanno questo mestiere per non finire dall’analista. Il problema è che molti attori vanno comunque dall’analista!” [cit.]

Ed ecco la seconda:

“Attori? Lascia perdere, figlia mia: è gentaglia!” [cit.]

AD MALORA!

 
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Pubblicato da su 26 febbraio 2014 in Pensieri.

 

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