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Brevi storie tristi…

29 Lug

BREVE STORIA TRISTE #1

Lui: “… E quindi non è prevista retribuzione.”
Io: “Come, scusa?”
Lui: “Eh! Ho già pagato l’operatore, il D.O.P., il fonico, la truccatrice, e con l’affitto dell’attrezzatura non mi restano i soldi per pagare anche gli attori!”
Io: “Cioè, fammi capire: hai pagato tutti loro e non puoi pagare me?”
Lui: “Ma se quelli non li pago sul set mica ci vengono!”
Io: “Ho capito. Stai sereno!”
“Click”

 

BREVE STORIA TRISTE #2

Lui: “… E quindi sarebbero 300 Euro per tutto il periodo”.
Io: “Cioè, scusi, mi faccia capire bene: 25 giorni di prove, 15 repliche per 300 Euro?”
Lui: “No, no, questo è il compenso per le repliche. Le prove sono gratis!”
Io: “Ma con quei soldi non ci ripago nemmeno la benzina che consumo!”
Lui: “Guardi, noi siamo una piccola produzione e…”
Io: “Ma almeno versate qualche contributo?”
Lui: “Che scherza? È tutto in nero!”
Io: “Ho capito. Grazie, stia sereno”.
“Click”

man wearing brown suit jacket mocking on white telephone

Photo by Moose Photos on Pexels.com

BREVE STORIA TRISTE #3

Lui: “Stop! – No, così non va. Sei troppo esagerato. Troppo!”
Io: “Ma è una scena violenta, siamo tutti e due fuori di testa, finisce che ci ammazziamo di botte, e…”
Lui: “Sì, va bene tutto, ma la tua espressione, il tono di voce, sono eccessivi. Fai meno. Molto meno”.
Io: “Meno quanto?”
Lui: (da parte) “Senti, hai visto chi hai accanto, no? È chiaro che non è capace, ma lui è il nome e ce lo dobbiamo tenere. Quindi non me lo fare sembrare un cane, ti prego. Se serve, sussurra!”
Io: “Ah, intesi. Stai sereno!”
“Ciak!”

 

BREVE STORIA TRISTE #4

Lei: “… E quindi lo stage alla fine dura una decina di giorni”.
Io: “Scusi, non ho capito bene: si tratta di uno stage o di un provino?”
Lei: “Sarebbe un provino ma organizzato come uno stage. Così il regista impara a conoscere gli attori e comincia a imbastire alcune scene…”
Io: “Si chiamano prove, signorina!”
Lei: “Ma poi alla fine il regista sceglierà gli attori…”
Io: “E ovviamente è tutto gratis!”
Lei: “No, no! Lo stage costa 250 Euro a persona!”
Io: “Ho capito. Stia serena!”
“Click”

 

BREVE STORIA TRISTE #5

Io: “…Aspetta, non ho capito bene come funziona questo, come si chiama, crowdfunding“.
Lui: “Ti spiego. Tu mi dai 800 Euro. Altri fanno lo stesso e tutti insieme sostenete i costi della produzione”.
Io: “In pratica dovrei pagare 800 Euro per poter lavorare?”
Lui: “Ma devi considerarlo un investimento. Investi sul tuo lavoro, sulla tua passione, sulla visibilità… e sulla mia idea che, guarda, è geniale!”
Io: “Uhm… Ma almeno faccio una parte principale?”
Lui: “Ah, no! Quella la faccio io. Ma ci sono altre piccole parti molto interessanti…”
Io: “Ecco! Ora ho capito. Stai molto sereno!”
“Click”

professional video camera

Photo by Bruno Massao on Pexels.com

BREVE STORIA TRISTE #6

Lui: “… E quindi ho fatto i bonifici ieri, mio caro; ci sarà dentro anche il tuo!”
Io: “Sei sicuro? Mi puoi dare almeno il CRO di riferimento?”
Lui: “Eh! Come la fai lunga! Sarai pagato”.
Io: “Non è che la faccio lunga, è che mi dovete 1500 Euro da quasi un anno, sai?”
Lui: “Eh, ma è un momento difficile per noi, le spese, i vecchi debiti, i tagli ai finanziamenti…”
Io: “Ma se ho visto che il Ministero vi ha stanziato 350.000 Euro!”
Lui: “Senti, bello mio, qui non stiamo giocando! Se ti dico che verrai pagato, ti devi fidare. Fai una cosa: non mi chiamare più!”
Io: “Ma…”
“Click”

 

BREVE STORIA TRISTE #7

Io: “… Ma per quella parte? S’è più saputo nulla?”
Lei: “Niente. Senti! Invece ti volevo proporre uno stage di recitazione davanti alla macchina da presa”.
Io: “Uhm… Mi può interessare. Ma chi lo terrebbe?”
Lei: “Io, ovvio!”
Io: “Tu? Ma sei una direttrice casting!”
Lei: “E che ci vuole? Sai quanti attori ho visto e selezionato in vita mia?”
Io: “Capisco, ma per insegnare servirebbero altre competenze, mi sa”.
Lei: ” Non credo proprio, mio caro! Il corso costa 400 Euro per due giorni. Minimo 20 allievi. È intensivo! Che ne dici?”
Io: “Grazie per aver pensato a me. Stai serena!”
“Click”

 

BREVE STORIA TRISTE #8

Lui: “… E quindi se entri nella mia agenzia di Spettacolo ci occuperemo noi della tua carriera!”
Io: “Uhm… Ma la vostra percentuale quant’è?”
Lui: “Prendiamo il 20% sulla paga dell’attore. Inoltre c’è un costo mensile di 50 Euro al mese…”
Io: “50 Euro al mese? Mi sembra strano! In genere le agenzie non chiedono soldi”.
Lui: “Abbiamo un mucchio di spese che nemmeno tu immagini, mio caro! Siamo un’agenzia seria, noi!”
Io: “Capisco. Posso spedire le mie foto così intanto puoi vedere come sono fatto…”
Lui: “No no! Noi lavoriamo soltanto coi nostri fotografi. Ci fidiamo solo dei nostri! Devi rifare il book qui in sede”.
Io: “Ed è compreso nel prezzo?”
Lui: “Scherzi? Sono 300 Euro! Ma ne vale la pena, fidati di me…”
Io: “Ah! Bene. Stai sereno, allora!”
“Click”

people at theater

Photo by Monica Silvestre on Pexels.com

BREVE STORIA TRISTE #9

Lui: “… Bravo, cavoli! Il tuo provino mi ha davvero emozionato!”
Io: “Sono contento che ti sia piaciuto”.
Lui: “Davvero complimenti! – Ho solo una domanda importante da farti…”
Io: “Chiedi pure”.
Lui: “Tu quante persone sei sicuro di portare a teatro?”
Io: “Mah! Non saprei. Non posso dirti un numero preciso…”
Lui: “Perché in genere io prendo attori che mi garantiscono almeno duecento persone. Sai? La crisi…”
Io: “Ho capito! Ma perché non prendi un nome?”
Lui: “Quelli mi costano troppo!”
Io: “Comunque non arrivo a così tanta gente, mi spiace”.
Lui: “Ah! In quel caso ci dovrei pensare su un momento…”
Io: “Stai sereno. Ci ho già pensato io!”
“Click”

 

BREVE STORIA TRISTE #10

Lei: “Pronto, agenzia Dalle Stalle Alle Stelle* , mi dica”.
Io: “Buongiorno, volevo solo sapere se avevate visionato il mio materiale: l’ho spedito più di un mese fa”.
Lei: “Ah, è lei! Sì, ma in questo momento non prendiamo in carico altri attori, mi spiace. Siamo in piena crisi** e poi della sua tipologia ne abbiamo già parecchi, per cui…”
Io: “Vabbè, ho capito! Come non detto!”
Lei: “Non si scoraggi! Anzi, faccia una cosa: mandi curriculum in giro e si promuova da solo. Quando ha trovato una parte, ci chiama col contratto alla mano e, nel caso, la rappresentiamo noi”.
Io: “Cioè, mi faccia capire: io devo fare tutta la fatica e poi passo il 10% a voi che non avete fatto niente?”
Lei: “Ma noi cosa ne sappiamo se lei è uno che lavora davvero oppure vuole fare l’attore perché sua zia le ha detto che è portato per la recitazione?”
Io: “Grazie, è tutto chiaro! Stia serena!”
“Click”

* Nome spudoratamente inventato!!!
** Era il 2003!

 

BREVE PRECISAZIONE TRISTE

A seguito della pubblicazione mie brevi storie tristi, molti sia privatamente che non, mi hanno chiesto di fare i nomi dei tanti personaggi loschi che popolano i miei racconti. La risposta che do è sempre la stessa: non faccio nessun nome in pubblico! E la mia non è codardia, ben inteso. È solo che il fine delle mie storie è un altro: non quello di sputtanare chicchessia, ma quello di far capire, attraverso l’ironia, che i primi nemici della nostra categoria siamo noi stessi. Attori e attrici! Se tutti (dal primo all’ultimo!) rispondessimo “click” alle proposte da me elencate, forse esse non avrebbero più ragione di esistere e si sarebbero dissolte da tanto tempo. Il fatto che invece sussistano e anzi, ahimè!, proliferino, mi fa capire che molto deve ancora essere fatto perché possiamo considerarci una vera e propria categoria!
Grazie per la vostra attenzione e… #admalorasemper

Ps. Resta il fatto che se davvero volete i nomi, ci vediamo per un caffè e ve li elenco vis a vis, uno per uno, senza peli sulla lingua! Ma è davvero questo che volete? Su, dai! State sereni!

 
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Pubblicato da su 29 luglio 2019 in Pensieri.

 

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