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I.P.S.I. dixerunt

03 Ott

“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel…”

 Umberto Eco (1932-2016)

 

Tanto per essere chiari: di Ignoranti, Presuntuosi, Scostumati e Idioti (che di seguito appelleremo con la sigla I.P.S.I.) è sempre stato pieno il mondo! Li trovavi dappertutto, dalla scuola materna fino ai circoli ricreativi per anziani. In ogni ambito del sociale, in ogni ambito lavorativo, OVUNQUE!

E si riconoscevano ad occhio nudo!

Sempre pronti ad immischiarsi, ad impicciarsi dei fatti altrui, a parlare di qualunque cosa senza avere nessuna competenza, chiassosi, ottusi, fastidiosi come una zanzara nell’orecchio, beceri e invidiosi, censori con gli altri e fin troppo indulgenti con loro stessi. In una parola… I.P.S.I.! Qualcuno li prendeva in giro, magari bonariamente, la maggior parte li ostracizzava con vigore, perché ritenuti a ragione subdoli e dannosi, e alla fine a loro non restava altro che fare comunella. Confrontarsi, crescere nella loro inettitudine, e sopravvivere. Sì, perché in tempi remoti, gli I.P.S.I. sopravvivevano. Vivacchiavano. Magari in un bar, in un gruppo di amici, in un ufficio, nell’abitacolo di un auto. Un po’ fieri della loro ignoranza e maleducazione, la maggior parte del tempo vergognandosi di non essere all’altezza. Figure tristi e inette di uomini e donne, insomma, che popolavano i margini della nostra società.

Questo prima! Prima dell’avvento dei social network! La tecnologia odierna ha ampliato gli orizzonti, è vero. Ha dato la possibilità di comunicare in tempo reale pressoché in ogni parte del globo terracqueo. Ormai viviamo in un’epoca d’interconnessione totale e le previsioni ci dicono che le relazioni virtuali saranno destinate ad incrementarsi esponenzialmente. Ed ecco che dal buio delle loro stanzette fredde e maleodoranti, dal miasmoso e infetto nulla nel quale stazionavano da decadi, gli I.P.S.I. hanno cominciato a vedere dapprima uno spiraglio, un bagliore, un lampo, e infine una vera e propria tempesta di luce! Ovviamente la luce di uno schermo! E così lo sfavillante Facebook, il malizioso Twitter, l’immaginifico Instagram, il mirabolante Pinterest, il professionale LinkedIn, lo sfigatissimo Google+, il rutilante Reddit, l’onnisciente You-tube, e in genere ogni Blog che viene postato sul benedetto web, o qualsiasi Applicazione che i nostri smartphone possono contenere, in pochi anni e con una velocità impressionante, si sono trasformati in un “refugium peccatorum” per ogni I.P.S.I. che abbia accesso ad un minimo di tecnologia.

Non c’è più via di scampo. E non ne usciremo vivi!

Il singolo ha una determinata forza, il gruppo ne ha una ben maggiore; un branco può diventare pericoloso, che cosa non è capace di fare una moltitudine? Gli I.P.S.I. si sono ritrovati tutti insieme sui social, ormai sono un vero e proprio esercito: dall’Italia al Mali, dagli Stati Uniti alla Corea del Nord si sono riconosciuti, si sono annusati il culo, hanno preso consapevolezza del loro potere e infine hanno cominciato a dilagare. Ormai sono virtualmente in ogni dove!

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E qual è l’arma che più usano contro i poveri malcapitati? Semplice: la loro opinione.

Sono ignoranti, presuntuosi, scostumati e idioti, è bene tenerlo a mente, quindi quello che pensano, il loro modo di ragionare, il modo in cui vedono il mondo sono dannatamente importanti. Ed essendo stati educati da un paio di mufloni dalle minime parvenze umane, non avranno nessuno scrupolo a dirti come devi vivere la tua vita, ad intromettersi in ogni cosa senza avere la benché minima idea di quello che stanno dicendo. Perché stanno prendendo a prestito l’idea e l’opinione di qualche altro idiota. Che l’ha ripresa da qualcun’altro. E così via, e così via, in una spirale senza fine.

Postano notizie false per sostenere le loro tesi. Recensiscono locali, film, ristoranti, alberghi, esseri umani, ricoprendoli di stupidaggini fuori luogo. Criticano  “a pene di segugio” il lavoro altrui. Si sostengono a vicenda nelle loro inutili battaglie! Commentano con astio e cattiveria insensata fatti di cronaca di cui non conoscono i dettagli. Cercano di influenzare la pubblica opinione spingendo a viva forza le loro tesi insulse, o i loro gusti mediocri. Ripetono inebetiti gli stessi mantra, che per loro sono il segreto della felicità.  Pontificano. Insegnano, criticano, scrivono malamente senza posa, urlano, censurano, minacciano, s’indignano, si schierano, attaccano, digitano sbagliando le parole, strepitano, inveiscono, digitano torturando l’italiano e gli occhi altrui, analizzano, moviolano. Il tutto sempre rimanendo al sicuro dietro ad una tastiera, perché è lì che questi individui si sentono invincibili. Infatti, nella vita reale, restano sempre quegli I.P.S.I. emarginati e vergognosi che basterebbe una vecchia maestra elementare a mettere a tacere immediatamente…

Temo che non li si possa più arrestare. E chi di dovere lo ha capito e da anni ha trovato il modo di lucrarci sopra, tanto idioti e ignoranti come sono, abboccano a qualsiasi cretinata! Hanno creato programmi in TV per gli I.P.S.I., pubblicità ad hoc, siti sul web, serie televisive, prodotti commerciali apposta per gli I.P.S.I., applicazioni per smartphone dedicate, locali per loro e loro soltanto. Ora come ora sono anche degnamente rappresentati nel Parlamento italiota! Perché è triste dirlo, ma gli I.P.S.I. hanno cominciato a votare per gli I.P.S.I.! Aberrante!

Direi che hanno vinto loro. E infatti è una battaglia se non persa, di sicuro compromessa. Occorre turarsi il naso e soprassedere. Sforzarsi di scendere al livello degli I.P.S.I., cercare di comprenderli e di giustificarli sarebbe un errore fatale. Il loro scopo è quello di annientare tutto ciò che d’intelligente e sensato abita questa Madre Terra. Oppure si potrebbe provare ad educarli, ad insegnare loro qualcosa, a farli elevare almeno al rango dei primati. Tanto per far loro capire a cosa servono le dita opponibili.  Beh, provateci e in bocca al lupo! Se ne siete capaci voi!

Oggi, come sempre, come ieri e come domani… AD MALORA!

#admaloracomefilosofiadivita

 
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Pubblicato da su 3 ottobre 2018 in Pensieri.

 

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