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Archivio mensile:novembre 2015

Non Omen Nomen

Avete notato come in quasi tutti i nomi dei partiti, o degli Stati, o delle Associazioni che si occupano di una determinata cosa, sono presenti degli aggettivi o dei sostantivi che poco hanno a che fare con la realtà delle cose? No?

Io ci ho fatto caso da un po’ di tempo e la cosa mi fa rabbrividire. Molto.

Volete qualche esempio?simboli partiti

Prendiamo i partiti che governano attualmente il nostro Paese: PD, ovvero Partito Democratico. Se vai a guardare bene non ha nulla in sé di democratico. Prima si chiamavano DS, Democratici di Sinistra. Niente di meno democratico e soprattutto nemmeno un’ombra di qualcosa che fosse di sinistra. O vogliamo parlare dell’altro schieramento? PdLPopolo delle libertà. In cui la parola “libertà” è messa lì per creare confusione, ma non ha un significato reale. Figuriamoci “popolo”!
Ma è così un po’ dappertutto.

La vecchia Germania dell’Est era denominata DDR, cioè Repubblica Democratica Tedesca. Essendo una consorella dell’Unione Sovietica, di democrazia lì ne avevano vista ben poca. O la stessa URSS? Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, dove il “socialiste” credo che fosse un aggettivo messo lì come una lontana eco del passato, diciamo.

Ma andiamo avanti.

Ve lo ricordate il PSI, tanto per fare un esempio? Il Partito Socialista Italiano? Non che nel corso degli anni abbia visto attuare loro una qualsiasi politica realmente sociale, eh! Però il simbolo col garofano era mitico!

O la DC? La Democrazia Cristiana? Ora, accostare la parola Democrazia (che credo che sia il termine più abusato e maltrattato dell’ultimo secolo!) al Cristianesimo è qualcosa di molto fantasioso. In effetti, della Chiesa Cattolica che tanto propugna il Cristianesimo si può dire di tutto, ma sostenere che sia mai stata una democrazia, beh!, è alquanto azzardato.

Oppure la Repubblica Popolare Cinese? Che meraviglia! Di reale nel nome c’è soltanto il fatto che si tratti di qualcosa che riguardi il popolo cinese. Forse. Per il resto è tutto abbastanza interpretabile.Congo

La maggior parte delle “Repubbliche” africane sono in realtà dittature militari. Non sto qui a fare tutti gli esempi, perché sarebbe tempo perso.. Ma ha un certo fascino questo accostamento semantico! così come in molti degli Stati del Medio Oriente, dove vale lo stesso identico discorso.O vogliamo parlare dell’Unione Europea, in cui l’unità per ora è solo un miraggio? O del famigerato Stato Islamico, che di stato e di islamico ha veramente poco?

Perché? La dicitura “Protezione Civile“? Che grande lezione lessicale! Il termine “Protezione” rimanda a qualcosa che previene un evento o un accadimento. Qualcosa che ci protegge dalle catastrofi, in questo caso. Ma non ho MAI visto intervenire in vita mia la Protezione Civile prima che qualcosa fosse realmente accaduta. Sempre a conti fatti. Chiamatela allora, che ne so?, “Riparazione Civile“, o “Rimedio Civile“. Avrebbe molto più senso.

E taccio su altro. Ce ne sarebbero degli esempi da fare! A voglia! Cercateli voi nel vostro quotidiano!

Ma allora io mi chiedo: perché fanno così? Perché non mettere un simbolo con su scritto “Partito del Tentativo di Cambiamento“? Oppure “Repubblica Militare“?

Due risposte mi sono sembrate le più sensate:

  1. Quell’aggettivo, quel termine, in realtà rappresenta un’aspirazione, una dichiarazione di intenti. Vorrebbero davvero essere democratici,liberi, socialisti, popolari. Ma è così difficile mettere in pratica un concetto!
  2. Ci prendono in giro. Il sostantivo è posizionato lì ad arte così che il “popolo bue” pensi: “Ah, allora questi sono davvero democratici! Proteggono sul serio!” E si sente subito a suo agio. Ignaro, come sempre.

Vista la scarsa considerazione che ho dell’essere umano, propendo per la seconda ipotesi. È decisamente più realistica.

Dopo tutto, a noi cittadini ci piace da matti essere presi per i fondelli! In ogni caso, con ogni mezzo. EVVIVA!

AD MALORA.

 
2 commenti

Pubblicato da su 17 novembre 2015 in Pensieri.

 

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Minzione speciale

L’argomento che sto per affrontare è serioso, importante e quanto mai delicato. Più delle guerre, della carestia, della corruzione. Più dei figli delle star, della religione, più del Gender. Più dei Vegani.

Su una ipotetica scala di gravità è allo stesso livello della “fame nel mondo”, o dei “concerti di Madonna”, o della “vitamina B12”. O delle “dighe dei castori”. Fate voi.

Ma bando alle ciance. Vi svelerò quello che mi tormenta da anni, il mio cruccio più grande. Questo:

Olezzanti e disgustosi orinatoi, come potete vedere

Eh sì, signori miei! Gli orrendi, insulsi, schifosi ORINATOI A MURO.

Non sorridete con aria sufficiente, non scuotete le testoline dandomi dell’idiota. Il problema potrebbe riguardare anche voi! Sì, proprio voi!

Ma è mai possibile che in un Paese che si professa civilizzato e “moderno” esistano ancora disseminati qua e là questi antigienici pezzi di ceramica? A nessuno nel 2015 è venuto in mente di togliere dai bagni degli uomini quello che a buon diritto può essere definito un “mezzo per l’espletamento delle funzioni fisiologiche” a dir poco medievale?

Già noi maschi (e non scrivo uomini per rispetto!) non è che brilliamo per la nostra igiene personale. Ci sono tizi che per farsi una doccia aspettano che l’acqua di scarico dei condizionatori d’estate cada loro addosso! So di camionisti sulle nostre autostrade la cui zona pubica è considerata alla stessa stregua di un’arma chimica e devono andare in giro col porto d’armi! Quindi continuare ad incentivare questo barbaro costume, che da molti viene ancora visto come simbolo di assoluta virilità, mi sembra sconcertante.

Ah, badate che pisciare in pubblico con accanto altre persone dovrebbe essere per alcuni motivo d’imbarazzo, più che di vanto! E dare una sgrullata per poi riporre l’attrezzo nelle mutande (senza magari nemmeno lavarsi le mani dopo!) non fa di voi il sex symbol più ambito dalle ragazze del pianeta! E nemmeno dai ragazzi! Anzi, io rabbrividisco per chi poi avrà a che fare da vicino con l’area interessata, visto che per molti quella di usare gli orinatoi è una consuetudine radicata!

Antichi orinatoi

I romani non avevano tatto!

Ho la pelle d’oca! E dovreste averla anche voi!

Io posso capire ai tempi di Vespasiano! La leggenda narra che sia stato proprio il povero Imperatore dei Flavii (oramai ricordato solo per questo che per altre nobili gesta, come per esempio… che ne so?… il Colosseo!) a volere fortemente gli orinatoi pubblici per evitare che la gente facesse pipì per strada come i cani. Ma diamine! Sono passati anche duemila anni!

Ci dovremmo essere un po’ più evoluti da allora, no?

No? NO! C’è ancora gente che piscia per strada? Senza ritegno? Ah, vero! Che postaccio, sto mondo!

Vabbè! In ogni caso io mi batterò con tutte le mie forze affinché ogni singolo orinatoio a muro sia sostituito con una normalissima tazza in porcellana (magari munita di carta igienica!) nel giro di qualche anno. Ne va del futuro del nostro pianeta. Ne va della nostra democrazia non eletta (all’italiana!), ne va di tutto ciò in cui crediamo e amiamo. La consapevolezza. E poi servirà a creare nuovi posti di lavoro nel settore del gres porcellanato

come sempre: AD MALORA!

CAMPAGNA PER L’ABOLIZIONE DEGLI ORINATOI A MURO DAI BAGNI PUBBLICI

Asciugatore elettrico

L’inutile aggeggio

(e visto che ci siamo, anche degli inutili asciugatori elettrici a muro, che ti costringono ad aspettare per 5 minuti sotto il loro getto asmatico, poi scade il tempo e le mani sono ancora bagnate; allora sei costretto a pulirti con la carta igienica del bagno delle donne, che se ti scoprono ci fai anche la figura del maniaco guardone!)

#norinatoiamuro

 
1 Commento

Pubblicato da su 2 novembre 2015 in Pensieri.

 

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