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Archivio mensile:dicembre 2012

Perdibile Offerta Editoriale ! ! !

“Sono stanco come un Albatros dopo che ha attraversato l’oceano volando con un’ala sola. Rientro finalmente a casa. Serata di lavoro nemmeno tanto intenso. Ecco che il mio sguardo ossuto e tapino si ferma sulla buca delle lettere. Un involucro abbastanza consistente è stato con viva forza incastrato nella mia cassetta della posta. Ho paura che gli apprezzamenti da me scritti riguardo al postino non gli siano giunti proprio come complimenti. Beh, del resto l’ho insultato pesantemente! Già dalla grafica esterna del pacco, posso prefigurarmi di cosa si tratta. Le opzioni sono due: o è la richiesta d’aiuto monetario della società no-profit Varenne che cura la scoliosi nei puledri roani di un certo ceto sociale, oppure è la pubblicità per un pellegrinaggio al Santuario della Madonna Indispensabile delle Sette Piaghe, con annesso cadeau di set di pentole senza coperchi per sedici persone. Una volta aperta la busta, m’accorgo del mio errore di valutazione. Si tratta, al contrario, dell’ennesima, straordinaria, imperdibile, immarcescibile, suppellettile, retrattile, proposta editoriale. Sgrano gli occhi per la meraviglia. Sono sorpreso come la fata turchina durante un trip di acido ialuronico! Da quando ho avuto l’ottusa idea di voler far pubblicare il mio primo romanzo (s’intitola Triangolo Scaleno ed è obiettivamente un capolavoro!) mi sono piovute addosso almeno una ventina di queste bellissime offerte editoriali. Tutte corredate di colorati depliant nei quali si spiegano le immense opportunità della suddetta casa editrice: sono in grado di (udite, udite!) pubblicare il tuo libro, stampano addirittura la copertina, c’è anche il prezzo sopra, figuratevi! Poi sono dispostissimi a distribuirlo nientemeno che nelle librerie di loro competenza, e a sforzarsi (ma quello soltanto un poco!) di venderlo. Tutto ciò ha dell’incredibile! E io che ho sempre creduto di dover fare tutto da solo!

Non ho parole.Libro e sangue

Dopo questa baluginante dimostrazione di assoluta competenza nel campo “libresco”, passo a leggere il contratto che hanno allegato. È qui che l’azienda stampatrice dà il suo meglio. Un’enormità di parole. Scritte in piccolo, in corsivo, in neretto, in buon stile Times New Roman. Sostanzialmente ripetono quanto già detto nei depliant, ma con un’aggiunta in più. Eh già! Ad un certo punto, resta sottinteso, ti devi assumere l’onere (una sciocchezza, dicono!) di comprare un certo numero di copie per puri scopi personali. Annuisco. Mi sembra giusto: metti che uno vuole farsi un po’ di pubblicità da sé, che ti venga in mente l’idea di fare un regalo a qualcuno, che ne so?, che ti prenda il desiderio di avere tre copie tutte per te da sfogliare nei momenti più difficili chiuso in bagno. O come rialzo per un tavolo sghembo, per esempio. Ognuno ha il diritto di poter usare il proprio libro come vuole! Leggo il numero di copie evidenziato in grassetto.

185. sgrano gli occhi. Forse ho letto male. Rileggo meglio. No, no, sono proprio 185.

Centottantacinque? E che cazzo ci devo fare con centottantacinque copie del mio libro?!? Faccio un riepilogo mentale dei miei amici. Ci metto dentro anche i conoscenti. Inserisco nel novero anche qualcuno che mi sta sulle palle, a questo punto, tanto per fare numero. Non arrivo nemmeno a un quarto delle copie. E il resto? Che fine fa il resto delle copie? Mi immagino, tra qualche anno, a girare con uno zaino bello carico per strada cercando di vendere a chiunque il mio libro, oppure a lanciarlo dalla finestra di casa mia: chi viene colpito in testa se lo può tenere. Assurdo!

Dopo il primo momento di frenesia, razionalizzo e tento di focalizzarmi su un altro aspetto non marginale della faccenda. Il lato pecuniario. Il prezzo di copertina sarebbe di 13,90 Euro a copia, io ne devo acquistare 185. Uhm… Vediamo. Sono esattamente 2571,50 Euro. No, ho sbagliato. Rifaccio il calcolo. No, no, sono proprio 2571,50 Euro.

Impallidisco. E dove li prendo duemilacinquecento e rotti Euro di sangue e sudore? E poi perché? Se vado in una tipografia e faccio stampare per conto mio tremila copie del libro, non ne spendo nemmeno la metà! E con una piccola ulteriore spesa me lo posso far registrare all’indice ISBN! Certo, non sarà presente sullo scaffale più prestigioso di super librerie qualificate, ma con quella somma posso azzardarmi anche a prendere in affitto un’intera libreria tutta per me!

Mi sembra una proposta interessantissima. Circostanziata, semplice e chiara. Sono davvero così avvinto da quest’offerta che so già dove catalogare il plico che stringo tra le mani: il cestino spazzatura è perfetto.”

Dopo aver raccontato solo l’ultima di queste mie mitiche avventure (la forbice di prezzo variava dai 990 Euro ai 4100 Euro per poter pubblicare!) io mi chiedo: ma non c’è nessuno che vigila su questa immane porcheria? Sicuramente no. Perché dovrebbero? Eppure dico: perché Wanna Marchi è stata condannata e questi cialtroni lestofanti scorrazzano impuniti nelle cassette della posta d’Italia? Nessuno infrange la legge, ovviamente. Possono farlo perché qualcuno ci guadagna, ovviamente. Perché qualche malcapitato, magari uno scrittore improvvisato dell’ultima ora, crede davvero di poter svoltare pubblicando il suo best-seller. E, incauto, paga. Il suo libro resta in libreria il tempo necessario, quello minimo. Nessuno all’interno della casa editrice è interessato a spingere il suo romanzo, perché il guadagno per loro c’è già stato. Se poi, per un puro miracolo, il libro si vende, tanto meglio! Ma il rischio è soltanto di chi scrive e paga.

Per il resto è una truffa. Chiamatela come volete ma per me è una truffa bella e buona!

Per la cronaca: la prima volta che ricevetti una di queste offerte provai a chiamare per avere informazioni. Come ho potuto subitamente appurare, nessuna delle persone con cui ebbi il caso di parlare dava l’idea d’aver letto il mio libro; restavano sul vago, come se fosse un copione mandato a memoria. Ne dedussi che spedivano proposte a chiunque, basta che gli inviavi un manoscritto qualsiasi, anche l’elenco del telefono scritto in cirillico! È tipico delle truffe: si punta a buttare in mare quante più esche possibile, tanto nel mucchio qualche pesce abbocca!

Che schifo!

Le case editrici serie non chiedono MAI soldi! Se credono in un progetto sono pronte a pubblicarlo a loro spese. Poi si tengono la maggior parte degli introiti ricavati dalle vendite del libro, ma questa è un’altra, corrotta, storia!

AD MAOLRA!

 
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Pubblicato da su 5 dicembre 2012 in Pensieri.

 

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