RSS

Trattatello serissimo sui rapporti di coppia.

23 Nov

Mentre cercavo sulla rete qualcosa da leggere che mi conciliasse il sonno, mi sono imbattuto in un intrigante monologo scritto nel lontano 1993 da Arturo Mariangelo Corseggi, intitolato “Tecniche di disfacimento d’insieme”. Il mio interesse è stato così repentino che mi sono prontamente attivato nella ricerca di notizie del drammaturgo su Wikipedia. Innanzitutto, non ci si lasci ingannare dal nome: Arturo Mariangelo è in realtà un autore scozzese, nato a Dunfermline da una famiglia di socialisti creoli di matrice serbo-croata; da qui il cognome Corseggi. Per essere precisi, bisognerebbe dire “era” un autore teatrale scozzese, in quanto Arturo Mariangelo è morto suicida all’età di 27 anni il 30 febbraio del 2009 alle ore 4:46 di mattina. Celebre la sua ultima frase, riportata dal suo biografo ufficiale (nonché traduttore dal gaelico), che recita: “Cavoli, ho fatto due minuti meglio di Sarah Kane!”. I rapporti del Coroner parlano di “soffocamento dovuto all’ingestione volontaria di alcune biglie d’acciaio per flipper”, anche se suo nonno paterno è tuttora convinto che sia deceduto due giorni dopo a causa della mancata espulsione di suddette biglie. Molti misteri avvolgono la prematura morte di Corseggi!

Quello che sto per allegare è solo un estratto del monologo integrale, che in realtà dura quattordici ore, sette delle quali sono pure pause diegetiche. Sebbene sia andato in scena nella sua versione estesa soltanto una volta a Glamis davanti ad un folto pubblico che via via s’è diradato fino al ricovero dell’attore per una laringite di proporzioni epiche, numerosi sono i casi in cui porzioni di questo capolavoro sono state usate per le occupazioni più varie: come rimedio per l’insonnia, per relazioni ministeriali, come cura contro la scoliosi, come carta igienica, al posto dei sottobicchieri nei pub, eccetera eccetera. Il monologo è ripartito in quattro sezioni distinte: 1) Epistemologia della consunzione; 2) Cose rotte che non si possono aggiustare; 3) Purghe per opossum; 4) Verità irritanti e altre sconcezze. Queste quattro grandi sezioni sono a loro volta suddivise in altrettante otto sottosezioni, ma sarebbe oltremodo maleducato citarle tutte. Il brano che sto per riportare è tratto dalla sottosezione cinque della sezione maggiore numero due, il cui titolo è “Trattatello serissimo sui rapporti di coppia”. Leggendolo, m’è sembrato così geniale che non posso fare a meno di proporvelo. Eccolo di seguito.

Citante:      […] Passiamo brevemente e serissimamente a parlare dei rapporti di coppia. Intendiamoci: non che io sia proprio un grande esperto nelle realzioni sentimentali, viste le mie intense nonché disastrose storie d’amore con donne perlopiù sadiche, o pudiche, o tutt’e due insieme, ma in questi pochi anni d’esperienza ho potuto annotare dei comportamenti simili in ogni storia, indipendentemente dagli orientamenti sessuali di chi vi era coinvolto. Sono riuscito a  racchiudere le storie in alcune grandi categorie, che vi passerò ad illustrare grazie a questo splendido marchingegno.

Su un lenzuolo di canapa vengono proiettate delle immagini sconcertanti raffiguranti api, fiori, cosmetici scaduti e, talvolta, esperimenti condotti da scimpanzé su uomini inermi

                     Come potete vedere, il primo grado di una relazione è il grado zero. A questo livello, che è chiaramente di classe neutra, l’individuo è decisamente single. Nessun coinvolgimento emotivo e molte voglie sessuali inappagate. Lui, o lei, dice di essere felice in tale stato, ma in genere cerca più o meno disperatamente di avanzare di grado e talvolta, purtroppo, ci riesce. È un tipo di relazione onanistica che è destinata a finire perché di solito si tende a voler passare ai livelli successivi. Che ora vi passo a descrivere. Ecco il grado uno: questo livello, che è di classe dispari, racchiude tutte le storie d’amore dove uno solo dei due partner è coinvolto emotivamente, mentre al secondo non frega assolutamente nulla e sta aspettando bellamente che chiunque altro irrompa nella sua vita. L’impegno reale, insomma, il sudore per mantenere vivo il rapporto è a senso praticamente unico. C’è uno che tira e l’altro che si fa trascinare, anche molto a fatica, direi! È un tipo di relazione che alla lunga è destinata a fallire perché uno dei due col passare del tempo si stanca e va a cercarsi altre persone da tormentare. Passiamo ora al rapporto di grado due: di classe chiaramente pari, questo è il tipico legame amoroso dove entrambe le parti in questione si amano, si rispettano, si scambiano reciprocamente attenzioni e fluidi corporei, e riempiono il tempo e lo spazio circostante di promesse, progetti, figli, matrimoni e compagnia cantando. È un tipo di relazione destinata a fallire perché, dopo un lasso ragionevole di tempo, uno dei due si dirige verso un rapporto di grado uno o tre. Immancabilmente. Il grado tre, di classe dispari com’è palese, non sarebbe altro che il classico triangolo amoroso lui/lei/l’altra, anche nella più moderna versione lui/lei/l’altro, o in quelle più spregiudicate lui/lui/l’altro, lei/lei/l’altra, o in quelle più perverse del tipo lui/lui/l’altra, lei/lei/l’altro. Insomma, stiamo parlando del famoso terzo incomodo. La storia d’amore è disequilibrata, menzognera e logorante, ma può procedere inalterata per un buon periodo di tempo. È un tipo di relazione destinata naturalmente a fallire perché dopo un po’ l’amante comincerà a rompere le scatole chiedendo a viva voce un legame solido di grado due. Che fallirà a sua volta subito dopo: è facile fare gli amanti, più difficile cominciare a fare sul serio quando la passione è bella che andata! E siamo così giunti al grado quattro, di classe pari e di concezione più complessa. È il livello nel quale ognuno dei due partner ha l’amante, quindi entrambi conducono una doppia esistenza, tipo i supereroi dei fumetti. Solo che in questo caso di eroico non c’è proprio nulla! Le bugie si susseguono con maggiore intensità della neve durante una tormenta, l’equilibrio è stabile, all’apparenza, ma è come se si stesse seduti su un deposito di dinamite mentre si fuma un gustoso sigaro cubano: il primo movimento avventato e… Boom! È un tipo di relazione destinata sicuramente a fallire perché a lungo andare ognuno dei due amanti comincerà ad accampare pretese sempre più pressanti, fino a giungere a due rapporti di grado due, già abbastanza logori e abusati, quindi destinati a fallire entrambi. Credo che questo possa più o meno descrivere il tipo di relazioni che vanno per la maggiore in tempi duri e scellerati come quelli che stiamo vivendo. Oh, badate! Vi sono anche i rapporti dal quinto grado in su, ma sono abbastanza rari, dunque quasi ipotetici. Rientrano nella categoria comunemente chiamata “orgia di sentimenti” e devono essere intrapresi solo da persone con una spiccata predilezione al martirio o decisamente schizofrenici. Altrimenti sono relazioni destinate a fallire per esaurimento nervoso, stati paranoici a raffica e delirium tremens. […]

Non so voi, ma io condivido appieno ogni signola sillaba e auspico nel mio futuro di vivere un rapporto perlomeno di grado sette!

AD MALORA!

n.b. Monologo da NON portare assolutamente ad un provino per un Musical. La crudezza dei concetti riportati e le verità lampanti racchiuse nelle frasi potrebbero sbigottire gli esaminatori tanto da farvi vincere l’audizione senza bisogno di raccomandazioni. Altamente sconsigliato.

 
1 Commento

Pubblicato da su 23 novembre 2012 in Pensieri.

 

Tag: , , , ,

Una risposta a “Trattatello serissimo sui rapporti di coppia.

  1. Laura

    19 ottobre 2014 at 19:18

    …infatti…così è, ma se posso fare un commento, direi che per un rapporto di coppia duraturo la chiave sia il “rispetto”, oltre che questo le cose fondamentali sono : parlare, sorridere e non far mai passare un giorno senza far pace. Condividere la vita, o meglio la quotidianità o meglio ancora la routine giornaliera sempre con la stessa persona, può essere certo una cosa al limite della sopportazione, ma in fondo che importa. ..cioè perché imbronciarsi e sbruffare se si può scherzare e sorridere. E poi io quando chiedo vorrei che qualcuno mi desse, perciò vale anche il contrario, è ovvio che mi riferisco al chiedere tra marito/moglie . Insomma io penso che chi tradisce lo fa perché si annoia, solo che invece di perdere tempo distruggendo un rapporto, ci si potrebbe impegnare per non arrivare al capolinea….certo sempre quando il gioco vale la candela. E’ una questione di compromessi…questo, giusto il mio pensiero.

     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: