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In medio(critas) stat virtus

10 Mar

Che tristezza che mi fa questo Paese!

Anni fa ero soltanto indignato, poi ti rendi conto che più passa il tempo e più la situazione peggiora a vista d’occhio. E la rabbia lascia il posto alla sorda rassegnazione e al rimpianto. Rimpianto di non essermene andato all’estero quando ancora potevo farlo, rimpianto di rendermi conto che tutti i miei talenti vengono sprecati e accantonati in un angolo. Io non dico che dovrebbero essere riconosciuti i miei meriti al di là delle mie capacità, dico che proprio parlare di “merito” in un Italia come questa è come cercare di smuovere un enorme masso facendo leva con uno stuzzicadenti.

Ammettiamolo! Non siamo stupidi e abbiamo occhi e intelletto per capire: con le sole proprie forze, in questo Paese, è impossibile raggiungere dei traguardi soddisfacenti, in ogni campo lavorativo, nessuno escluso. Chi non ha un parente influente, chi non va a letto col “mecenate” di turno, chi non lecca culi fino a che non ha la lingua viola, chi non intrattiene quelle che in gergo si chiamano P.R. (ma che in realtà è solo squallido servilismo mascherato da intraprendenza!), chi vuole restare integro e dice a sé e agli altri: “Voglio che mi apprezzino per quel che valgo!”, si dovrà accontentare di quel che passa il convento. Un convento che in questi ultimi anni lascia soltanto poche misere briciole!

E che nessuno si faccia illusioni: non è che vi siano due strade, una delle quali è più facile e diretta, mentre l’altra è colma d’asperità, ma che alla fine portano entrambe alla realizzazione personale. In un fantastico mondo delle favole può anche darsi, ma nella cruda realtà la strada colma d’asperità ad un certo punto la trovi chiusa per “LAVORI IN CORSO A TEMPO INDETERMINATO” e quindi uno si trova di fronte a due scelte: o torna indietro e prende in qualche modo quella più facile, oppure si ferma e tanti saluti ai sogni di gloria.

Non c’è altro da fare. E badate bene, non funziona così solo nel campo del mondo dello spettacolo al quale appartengo, dove tutto è più palese e manifesto, ma in qualsiasi altro ambito lavorativo è lo stesso, maledetto, iter: da quello Pubblico, dove non puoi MAI vincere un concorso se non sei fortemente “spinto”, a quello Privato, dove per fare carriera è necessario un pelo sullo stomaco che al confronto Choobeka (vedi Guerre Stellari) avrebbe dovuto ricorrere ad un centro tricologico!

Ora, conosco già  le obiezioni che qualcuno di sicuro muoverà: “Non è del tutto vero”, “Sei il solito pessimista”, “Qualcuno ce l’ha fatta da solo”, “Io, per esempio, ce l’ho fatta con le mie sole forze”, “Non posso credere che sia tutto così”, eccetera eccetera. Beh, sono balle! Semplici cavolate. E le persone che dicono questo si dividono in due distinti tipi di consapevoli bugiardi:

1) Quelli che sono stati effettivamente aiutati (o che hanno aiutato!) e vogliono nascondere le loro malefatte indossando la maschera del supereroe;

2) Quelli che vivono nel mondo del “pandizucchero fantastilioso” e credono ancora a Babbo Natale, alla Televisione e alla spiritualità della Chiesa Cattolica.

I primi mi fanno pena: in certi casi il silenzio è meglio di qualsiasi stupida parola possa uscire dalla bocca di uno stolto. E poi basterebbe scavare nemmeno tanto in fondo per scoprire i loro “altarini”. Quindi, farebbero meglio a tacere e a fare i conti con la loro coscienza. E poi tornare alla loro vita “realizzata” e alle loro lingue felpate. La pena nasce dal fatto che queste persone saranno sempre in debito con qualcuno, all’interno di quel fastidioso circolo vizioso che da noi viene chiamato “clientelarismo” e che ha origini molto lontane risalenti all’Impero Romano. Del resto, lo scambio reciproco di favori lo abbiamo nel DNA da sempre, noi Italiani!

I secondi mi fanno tenerezza: non arriveranno mai da nessuna parte, è ovvio. Ciononostante, portano avanti i loro ideali in modo pedissequo e cieco, senza che la realtà cupa e sentenziosa li possa minimamente scalfire. Lottano, soffrono, si battono, gemono e gioiscono, ma alla fine, un giorno, dovranno anche loro tirare una linea e sommare quel che è stato della loro vita. Immagino che sotto quella linea nera non riusciranno a scrivere che una sola parola, però scritta bella grande: INTEGRITA’. Spero soltanto che per loro il “totale” costituirà una qualche forma di consolazione, altrimenti si renderanno conto in un istante di essere andati dietro alla lepre meccanica, come i cani in un cinodromo.

In ogni caso, buona fortuna ad entrambe le categorie!

La cosa che però mi lascia più perplesso è che, grazie a questo staus quo, stiamo lasciando l’Italia in mano a chi non la merita. I posti di potere, dappertutto, sono in mano a gente mediocre, solo raramente competente, che ben presto diventerà la classe dirigente del futuro. È davvero squallido pensare che il posto che avresti dovuto occupare tu ora sia in mano ad un individuo che non ha la benché minima idea di cosa stia facendo o del perché si trovi lì! E tu invece che ti devi arrangiare annaspando per non annegare! Mi si stringe il cuore dover chiedere se un primario di un Ospedale è bravo, dover assistere a orrendi spettacoli recitati da cani, dover attendere ore allo sportello perché chi sta dall’altra parte non è capace, dover chiudere occhi e bocca (e qualcos’altro) di fronte ad una classe politica italiana composta di gente insulsa e incompetente.

Fa’ bene chi consiglia ai figli di andare via di qua! Io stesso lo consiglierei a mio figlio. O a chiunque me lo domandasse. Laddove combattere è diventato inutile e dannoso, sarebbe da idioti continuare a mandare un esercito stremato a morte certa. Lo capirebbe qualunque mediocre Generale in carica in questo Paese!

C’è poco da fare: o si attua una bella rivoluzione o si ripiega verso una fuga dignitosa. Altrimenti bisognerà essere disposti a ingoiare “liquame marrone” per tutto il corso della vita.

Voi siete disposti a farlo?

Io sto ancora decidendo.

AD MALORA!

 
2 commenti

Pubblicato da su 10 marzo 2012 in Pensieri.

 

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2 risposte a “In medio(critas) stat virtus

  1. Tarkun

    28 marzo 2012 at 22:16

    Caro Beppe son tornato
    e col dente avvelenato

    Una bella rima per un degno artista come te.

    In questi ultimi mesi mi son fatto sentire poco (sul tuo forum) per tutti gli impegni lavorativi che tu sai.
    Uno fra i tanti è stato quello di presentare un progetto di performance artistica nell’ambito di un bando pubblicato da una nota fondazione culturale di Roma che organizza un altrettanto noto festival culturale internazionale di Roma, che vuole onorare il centenario della nascita di un grande compositore sperimentale del ‘900.
    Come tu sai io sono un professionista nella materia di bandi di concorso in quanto, nel mio ambito lavorativo, mi sono trovato sia a scriverli e pubblicarli che a far parte di commissioni di valutazione.

    Per una volta mi sono voluto trovare nella condizione di valutato ed insieme ad un gruppo di artisti PROFESSIONISTI di lungo corso, ho partecipato, prestando il mio bagaglio di esperienza, ad un progetto in cui credevamo, e che, a giudizio di chi l’ha visionato senza preconcetti o altri fini, era meritevole di una certa considerazione.
    Ti risparmio i dettagli tecnici (che ti dirò in prima persona) e le recriminazioni (che invece ho intenzione di vomitare subito), naturalmente, meno di un mese addietro, siamo stati sbattuti fuori nella prima fase di selezione, che consisteva nella valutazione del progetto, superata la quale si sarebbe passati al colloquio di persona con i componenti della commissione.

    Bisogna saper perdere, ci siamo detti allora, ma io al quel punto mi sono messo a cercare i curricula degli artisti che invece avevano passato la prima fase.
    Per fortuna la questa categoria è composta da gente vanitosa per cui ho trovato immediatamente dettagliati resoconti curricolari della decina di artisti, o gruppi di tali, che erano stati ammessi al colloquio.
    A quel punto, visto che il bando prevedeva fra l’altro la valutazione del curriculum, mi sono messo a fare una simulazione di valutazione come se fossi io la commissione di concorso.

    Un po’ perplesso constato il basso livello professionale di quasi tutti gli ammessi (a mio giudizio c’erano solo due artisti validi ed una sola compagnia professionista), sia come livello di formazione che come pertinenza al tema richiesto dal bando.

    Si sa che certi aspetti dell’arte sono soggettivi e mi sono consolato al pensiero che, forse, i progetti passati alla seconda fase erano comunque meritevoli di essere considerati, o, per lo meno, più meritevoli del nostro.

    Però mi sono voluto comunque informare, tramite i miei canali, e sono venuto in contatto con altri che avevano partecipato al bando per confrontare i lavori tra di noi, non potendo visionare il materiale che la commissione ha valutato per la seconda fase; Roma è piccola e se ci si impegna ci si conosce tutti.

    Le mie perplessità non sono diminuite, anzi, sono aumentate ed ho atteso con trepidazione che pubblicassero l’esito finale del bando con la proclamazione del/dei vincitore/i.

    Finalmente questi giorni ho potuto vedere il progetto vincitore, sia il testo di presentazione che il video del work in progress.

    Avrei quasi sperato che la fondazione si limitasse a dichiarare solo in nominativo del vincitore e non facesse vedere quella zozzeria che sembra una via di mezzo fra una ricerchina delle elementari e una pubblicità per lassativi.

    Sicuramente (volendo pensar bene) ha pesato favorevolmente il fatto che si trattasse di un gruppo di giovani artisti in erba di modo che la fondazione potesse plasmare/manipolare successivamente il lavoro di messa in scena finale (che ci sarà pressappoco in autunno).

    Resta il fatto che a me, al mio gruppo e agli altri onesti professionisti che ci hanno partecipato è rimasta l’amarezza di essere stati battuti da un progetto di bassa qualità e che non rende merito al grande artista che si intende celebrare.

    Una considerazione: questa grande fondazione prende i fondi sia dallo stato che della comunità europea e mi sarei aspettato un rigore e una serietà maggiore da chi spende i soldi delle mie tasse.

    E’ bello poter perdere se il vincitore merita la vittoria.

    Per ciò che domandi tu alla fine del post ti posso garantire che io la mia resistenza la sto già attuando a laddove mi sarà possibile continuerò a scoperchiare infamie e a lanciare domande scomode come fossero bottiglie molotov.

     
    • G.R.

      25 aprile 2012 at 15:43

      Grazie, Tarkun e bentornato! Sei sempre preciso, esauriente e super informato. Non posso aggiungere altro: sei come la ciliegina sulla torta dei miei articoli.

       

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